Tre tiri e due gol, la Fiorentina batte l’Empoli e resta incollata al treno per l’Europa. Spareggio domenica prossima a Roma
Ancora tre punti senza Moise Kean. Due gol, di cui uno magnifico segnato in rovesciata da Rolando Mandragora, su tre tiri in porta totali. Se non fosse per la rete di Fazzini che ha tenuto in bilico il risultato fino all’ultimo, quello viola potrebbe considerarsi un delitto perfetto. Nel senso del cinismo e della capacità di trasformare in oro quel poco che, lì davanti, gli uomini di Palladino sono riusciti a creare, scrive Ernesto Poesio sul Corriere Fiorentino.
AL SODO. Ma le classifiche si costruiscono anche così e i 59 punti raccolti in 34 partite (media salita a 1,74) contro i 53 di un anno fa sono lì a dimostrare come nel calcio ci possano essere strade diverse (a volte perfino opposte per filosofia di gioco) per arrivare agli obiettivi. La Fiorentina di Palladino non è certo una squadra che ricerca vittorie spettacolari, ma di sicuro ha dato prova in più occasioni di saper badare al sodo. Come fu anche nella striscia delle 8 vittorie di fila.
PER L’EUROPA. Certo, la vittoria a sorpresa della Roma non consente alla Fiorentina di arrivare all’Olimpico con il vantaggio della classifica e preannuncia una trasferta dal sapore di spareggio. Ma intanto la Fiorentina ha tenuto il passo e se Europa sarà (c’è da tenere conto anche della possibile vittoria del Milan in Coppa Italia che porterebbe via un posto in Europa League) i viola ci saranno arrivati soprattutto grazie alla tenacia.
SPARTIACQUE. Un finale che, mai come quest’anno durante l’era Commisso, appare come uno spartiacque per il futuro. Centrare la partecipazione a una coppa (dal sogno Champions alla comunque affascinante Europa League) non significa solo evitare di uscire dai riflettori del calcio che conta, ma anche avere sul tavolo carte migliori per resistere agli attacchi di mercato e alle ambizioni crescenti di quei giocatori sui quali poggia il ciclo appena iniziato. Una sliding door.
Di
Redazione LaViola.it